da 60 anni con voi


Le nostre pizze hanno:

Prodotti

Prodotti freschi, di stagione e cucinati ogni giorno. Rispetto delle materie prime e cura nella preparazione, fanno si che il  prodotto sia sempre di qualità.

Passione

Lavoriamo con passione per offrire sempre un prodotto di qualità che risponda alle vostre esigenze.  

Tradizione

Oltre 60 anni di esperienza nel settore. Forno a legna come da trazione. La lavorazione della pizza in ogni sua parte è eseguita a mano.



il blog

Uno spazio culturale per i nostri clienti

a cura di Pasquale Naclerio

La poesia per l'attesa

Qui vi presentiamo la poesia che Alfonso Naclerio, fondatore, insieme alla moglie Ada Vanacora, della pizzeria al Vesuvio di Bassano del Grappa. La poesia fu scritta tra gli anni settanta e ottanta, destinata alle tovagliette di una pizzerie della famiglia De Rosa, testimoniando l'unione familiare.

 

Sotto riporto la tovaglietta con il testo.


Alcuni buoni consigli al mio affezionato Cliente

Se ce l'hai col mondo boia

e sei stanco della vita.

puoi combattere la noia

con la pizza «MARGHERITA».

 

Se la pupa fa la pazza e la vuoi presto domar.

dalle subito una pizza

preparata co «CYNAR»

 

Se la moglie ti tradisce

non rischiare le prigioni,

densi vien, se il riesce.

a mangiar - QUATTRO STAGIONI».

 

Quando debole ti senti

e vorresti spaccar tutto

metti presto sono i denti

una pizza col «PROSCIUTTO».

 

Se di fuori c'è tempesta 

con minaccia di bufera 

vieni dentro a fare festa 

con la pizza della «LA MINIERA».

 

Quando euforico tu sei 

e all'amica dai il visone, 

metti a parte i pochi schei 

per gustare un bel «CALZONE».

 

se sei preso dalla noia 

ed i giorni ti par lunghi, 

vieni e gustati con gioia 

una pizza con i «FUNGHI».

 

Se il denaro ti difetta 

per aver fatto cagnara, 

non andare. bensì aspetta 

che ti do la «MARINARA».

Se…. digiuno ti ritrovi

e non... vuol la tua morosa 

a convincerla tu provi 

con la pizza «CAPRICCIOSA».

 

Se al contrario è lei smaniosa

e ti senti un po’... in discesa.

non guardar tanto la spesa 

e ti prendi la «SORPRESA».

 

Quando, alfine, la tua bella 

con le pazze sue pretese

ti ha vuotato la scarsella

fatti dare la «PUGLIESE».

 

Se col fisco sei alle prese 

che con pratica da usura

ti notifica ogni mese

con maggior disinvoltura

 

i.v.a. , imposte, contributi,

tasse, canoni, tantum una,

bolli, cumuli, e tributi 

senza I’i.g.e. per fortuna

 

non lasciarti influenzare 

ed agisci all’«italiana "

fai a meno di pagare, 

fatti dar la «SICILIANA».

 

E per ultimo ti dico,

tu non starti ad arrabbiare

se la pizza non arriva

e si fa troppo aspettare,

 

ma sta calmo, ti rilassa 

ti rileggi queste strofe

e vedrai … che Il tempo passa.

 

Autore: Alfonso Naclerio


Nelle prime pizze

La nostra pizza nasce da una tradizione molto lontana. La persona che portò l'arte al nord è Alfonso Mansi, marito di Fausta Vanacore e fondatore della Pizzera da Fausta di Treviso. Nel 1957 Alfonso, Francesco De Rosa e Liberato Vanacore si trasferirono nella provincia di Treviso, dove iniziò tutto. 

Mansi aveva già avuto esperienze nel settore, in quando aveva gestito un ristorante nella costiera di Amalfi.

Ovviamente Mansi era figlio della sua terra e con lui si portò e tramandò il modo in cui nei Monti Lattari si faceva la pizza. La pizza nasceva, diversamente da Napoli per cui era un cibo da strada, come un prodotto della panificazione. Ad Agerola, ma in ogni altro paese della zona le famiglie avevano il forno per il pane, un pane di farina integrale poco raffinato, quasi un tipo 1. Il forno aveva una volta bassa e la temperatura del fuoco era più bassa, l'idratazione della pasta era minore di quella che si usava per la pizza napoletana.

Tutto questo perchè la pizza nasceva come prodotto dell'impasto del pane e si faceva nel momento in cui la famiglia faceva il pane. La si poggiava in teglie, la si condiva con i prodotti che si avevano, sugo di pomodoro, aglio, guanciale e altri prodotti. La mozzarella era un bene troppo prezioso e costoso. 

Con questo retaggio culturale abbiamo la nostra pizza, che conserva proprio nel tipo di cottura questo suo retaggio.

 

Ada Vanacora, sorella di Fausa, nel 1958 venne a Treviso insieme al marito Alfonso Naclerio per aprire la loro pizzeria a Bassano del Grappa, la pizzeria al Vesuvio. 

In quell'occasione Ada imparò direttamente da Alfonso come fare la pizza e ci porta la sua testimonianza.

 

Veniva fatto tutto a mano, dalla pasta al taglio della mozzarella. 

I tipi di pizza erano pochi 

  • Marinara (solo pomodoro, aglio e origano)
  • Margherita (pomodoro, mozzarella)
  • Romana ( pomodoro, mozzarella e acciughe sotto sale)
  • Prosciutto
  • Fughi
  • Carciofi
  • Prosciutto e Funghi
  • Capricciosa
  • 4 Stagioni
  • Calzone ( con dentro prosciutto e funghi)
  • Sorpresa (una capricciosa con l'uovo e ricoperta dalla pasta di un'altra pizza)

Il panello pesava 180g, di farina 0 e il diametro era quello di un sottopiatto, cotte a fiamma media.

 

C'è il ricordo che agli inizi degli anni 70 una bibita e una pizza costavano 150 lire.

 

Oggi noi conserviamo nel nostro menù tutte queste pizze e anche se la farina oggi è la 00 e il diametro della pizza è aumentato possiamo dire che conserviamo questa tradizione antica.

 

 

 

 

 

 

 

 

In questa foto troviamo tre delle sorelle Vanacore.

 

Fausta (da Fausta a Treviso), Armonia ( da Rosalba a Roveredo, Sacile e Pordenone), Ada (al Vesuvio a Bassano del Grappa)


Le nostre scelte responsabili a vantaggio di tutti.

La  pizzeria è dotata di un impianto fotovoltaico della SUNPOWER dal 22/06/2013, con una potenza istallata di 11,77kWp con 36 pannelli.


Ad oggi (24/07/2023) sono stati prodotti 130,586 MWh  

con un abbattimento di 91 t di CO2 nell'ambiente.